Benvenuto in questo blog, nato per chi ama le icone, per chi vorrebbe conoscerle (chi parte da zero e chi ne è già stato conquistato), per chi vorrebbe condividere un tempo di preghiera davanti all'icona e per chi avrebbe il desiderio di arrivare a "scriverne" una... e poi tante altre.

venerdì 9 settembre 2016

«A scuola con l’icona: dialogo tra un’arte antica e una generazione touch»

Tra pochi giorni comincia la scuola; ho davanti agli occhi la sala insegnanti, piena dei libri delle varie materie, tra cui anche quelli di religione: tante immagini, tanti colori, tante parole, tanti effetti speciali e sempre più multimediali. Ma, insegnare, non è solo far studiare contenuti, proporre parole, immagini o… dei «clic». Insegnare credo che sia, prima di tutto, far fare un’esperienza.
Parto da questo modo di intendere l’insegnamento per dire quanto sia preziosa, a tal proposito, un’icona a scuola, in classe.

lunedì 29 agosto 2016

«L’angolo bello, il terremoto e Dio»

Nelle case dei fratelli cristiani d’Oriente è presente l’«angolo bello». Si tratta dell’angolo dove, nella casa, viene appesa un’icona. È quell’angolo che, grazie all’icona, apre la stanza all’aldilà, al mondo di Dio e fa arrivare nella stanza del quotidiano lo sguardo divino che traspare attraverso la luce dorata dell’immagine sacra. In questi giorni in cui «terremoto» è la parola che (purtroppo) la fa da padrona, non si poteva far finta di niente e continuare a parlare solo di icone, come se niente fosse accaduto.

domenica 21 agosto 2016

«La prima volta non si scorda mai»

Dedicato a tutti quelli che vorrebbero provare a scrivere icone, ma hanno paura di non esserne capaci.
Quando arriva il 20 di agosto non posso non ricordare una sorta di «anniversario» importante: infatti il 20 agosto del 2007 partecipai al mio primo corso di iconografia, che durò nove giorni.
Emozionata come il primo giorno di scuola della prima elementare (ci capiamo: l’emozione della «prima volta» per qualunque cosa è impagabile), mai preso in mano un pennello, davanti a quella tavoletta bianca sulla quale avrei dovuto rappresentare il Signore; con me i compagni di corso, il maestro, i «bravi» (non quelli dei Promessi sposi, ma i veterani del corso avanzato, impegnati con l’icona della Trinità) che guardavo con ammirazione, dicendomi «allora ce la si può fare».